Privacy, Garanti Ue contro Google

Privacy, Garanti Ue contro Google da bocciare l'"incrocio libero" dei dati degli utenti.

Le nuove regole sulla privacy decise da Google non sono adeguate a tutelare gli utenti europei del noto motore di ricerca per Internet. A schierarsi contro la società di Mountain View fondata nel 1997 sono i Garanti europei della riservatezza, che in una lettera a Larry Page, cofondatore del gruppo Google e attuale Ceo, hanno chiesto a Google di adeguare la nuova "privacy policy" della società - adottata unilateralmente nel marzo scorso - alla Direttiva europea sulla protezione dei dati personali. Sotto accusa, in particolare, la possibilità per Google di incrociare liberamente i dati personali degli utenti che utilizzano qualsiasi servizio, da Gmail a YouTube a Google Maps.

Raccolta massiva e incontrollata di dati
Diversi gli aspetti critici evidenziati nella lettera ed emersi dagli accertamenti condotti anche con la collaborazione della società: Google, infatti, utilizza i dati forniti dagli utenti raccogliendoli in maniera massiva e su larghissima scala, in alcuni casi senza il loro consenso, conservandoli a tempo indeterminato, e non informando adeguatamente gli utenti su quali dati personali vengono usati e per quali scopi. Impossibile, quindi, capire quali informazioni siano trattate specificamente per il servizio di cui si sta usufruendo.

Garanzie specifiche per gli utenti
Per rimediare a questo grave "deficit di privacy" i Garanti Ue hanno così chiesto a Google di adottare rapidamente una serie di garanzie a per gli utenti, tra cui l'inserimento di specifiche informative privacy all'interno dei singoli prodotti, anche mediante dispositivi informatici; fornire informazioni accurate riguardo ai dati più a rischio, come quelli sulla localizzazione e quelli sui pagamenti on line; adattare le informative alle tecnologie mobili.

Meccanismi "opt out" da semplificare
Da chiarire agli utilizzatori dei servizi on line anche finalità e modalità di combinazione dei dati tratti dai vari servizi on line forniti da Google per consentire agli utenti un più stretto controllo sui propri dati personali. In particolare, i Garanti raccomandano alla società di adottare meccanismi semplificati di "opt out" (opposizione al trattamento dei loro dati), sia che l'utente sia iscritto o meno ad un servizio, e di ottenere il consenso espresso degli utenti all'incrocio dei dati.


Comunicazione del: 16/10/2012
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